Menu
Cascina Castlèt

Cascina Castlèt


Gli antichi muri in pietra di Cascina Castlèt proteggono i vini, che affinano lentamente in grandi botti di rovere. Convivono con l’anima contemporanea del vino: moderni locali d’appassimento, invecchiamento e imbottigliamento, tecnologie all’avanguardia. E poi l’infernòt, la parte più intima: 20mila bottiglie storiche, il luogo delle degustazioni speciali.

I Borio abitano queste colline da generazioni. Coltivano vitigni del luogo: barbera, moscato, nebbiolo. E hanno salvato dall’oblio l’uvalino, varietà destinata a bottiglie che si omaggiavano al prete e al medico. Negli anni si sono aggiunti cabernet sauvignon e chardonnay, i cui primi filari, in Piemonte, furono impiantati dal conte Filippo Asinari proprio in località Castelletto, da cui l’azienda prende il nome.

Le vigne sono un concerto di batter d’ali e cinguettii: centinaia di nidi ospitano uccelli che controllano gli insetti dannosi per la vite. E con i nidi, le rose: una pianta all’inizio di ogni filare, come si usava contro la patologia dell’oidio.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

×
×

Log in